Un cinema o forse piĆ¹.

GENNAIO

22 23 24 25 26 27 28 29 30 31
Seguici su Instagram Seguici su Facebook

UNA NOTTE DI 12 ANNI

di Álvaro Brechner

UNA NOTTE DI 12 ANNI

Un film di
Álvaro Brechner

Con
Antonio de la Torre, Chino Darín, Alfonso Tort, Soledad Villamil, Sílvia Pérez Cruz

Genere
Drammatico

Durata
123'

UNA NOTTE DI 12 ANNI

Settembre 1973. L'Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Il movimento di guerriglia dei Tupamaros è stato schiacciato e smantellato da un anno. I suoi membri sono stati imprigionati e torturati. In una notte di autunno, nove prigionieri Tupamaro vengono portati via dalle loro celle nell'ambito di un'operazione militare segreta che durerà 12 anni. Da quel momento in poi, verranno spostati, a rotazione, in diverse caserme sparse nel Paese e assoggettati a un macabro esperimento; una nuova forma di tortura mirata ad abbattere le loro capacità di resistenza psicologica. L'ordine è preciso: "Dato che non li possiamo uccidere, facciamoli diventare pazzi". Resteranno in isolamento per dodici anni. Tra loro c'è Pepe Mujica, che diventerà presidente dell'Uruguay.

"Si focalizza sul periodo della prigionia di Mujica e dei suoi compagni il bellissimo film del regista ispanico-uruguayano Álvaro Brechner, capace di farci vivere dal di dentro l'oscuro mondo della tortura. Il film è basato sulle testimonianze delle esperienze vissute da tre delle figure più note dell'Uruguay contemporaneo: José 'Pepe' Mujica, appunto, Mauricio Rosencof, scrittore e poeta di fama, ed Eleuterio Fernández Huidobro, ex ministro della Difesa. Una prova estrema anche peri tre bravissimi attori protagonisti, capaci di rendere con forza espressiva l'incredibile lotta giornaliera per la vita in uno stillicidio di giorni, anno dopo anno. E mentre i corpi si consumano nel gelo delle orride stanze e della crudeltà dei carcerieri, fotografati con ironia nella loro stupidità, il regista mostra con tocco onirico e poetico i pensieri cui i prigionieri si aggrappano per vincere le allucinazioni, il ricordo della propria famiglia, il sogno di riabbracciare una madre." (Angela Calvini, Avvenire)