Un cinema o forse più.

NOVEMBRE

22 23 24 25 26 27 28 29 30 1
Seguici su Instagram Seguici su Facebook

da Mercoledì 9 Ottobre a Giovedì 10 Ottobre 2013

CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO

di Ettore Scola

CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO

Un film di
Ettore Scola

Con
Con Giulio Forges Davanzati, Tommaso Lazotti, Maurizio De Santis

Genere
biografico

Durata
90'

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
18.00 - 21.00 18.00 - 21.00

CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO

Il racconto dell'amicizia tra i registi Ettore Scola e Federico Fellini, rivissuta dal primo a partire dalla loro conoscenza negli anni Cinquanta del Novecento al giornale "Marc'Aurelio". Innumerevoli incontri, amicizie comuni, visite sui rispettivi set, Cinecittà e il Teatro 5 hanno contribuito a cementare nel tempo un legame sincero e duraturo.
È un vero e proprio miracolo questo piccolo grande film di Ettore Scola, applauditissimo all’ultima Mostra di Venezia (dove è stato presentato come evento speciale alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano), e che segna il ritorno al grande cinema di un maestro.
Il film, raccontando la figura – tutta personale – di Fellini a vent’anni dalla sua scomparsa, riesce a non cedere mai alla nostalgia, ma come nelle migliori pellicole dello stesso Scola, l’amarezza per la perdita diventa il motivo per uno sguardo lucido sul passato e sul presente, pieno di ironia e di forza di vivere. Certo, a tratti la tentazione del rimpianto (per un cinema che non c’è più) riemerge qua e là, ma più che una concessione cinefila sembra essere una questione di cuore, di vicinanza a un’esperienza (quella della rivista satirica del «Marc’Aurelio», la più straordinaria fucina di talenti della storia del cinema italiano, da cui vennero fuori, oltre a Scola e Fellini, gente del calibro di Age, Scarpelli, Steno, Maccari, Metz, ecc.) che nessuno aveva finora avuto il coraggio di raccontare, per di più in prima persona.
L’omaggio di Scola a Fellini passa da una modernità di sguardo che investe anche lo stile del film, che va molto oltre gli stilemi del documentario biografico di natura agiografica, dando finalmente forma a quanto scrisse lo stesso Scola sull’Unità dopo la morte del grande maestro: «Quanto al tuo funerale, non sarà una festa con donnine straripanti, capriole di clown e la banda col mazziere: ma la tristezza perché te ne sei andato sarà niente in confronto alla gioia perché ci sei stato... ».