Un cinema o forse più.

NOVEMBRE

20 21 22 23 24 25 26 27 28 29
Seguici su Instagram Seguici su Facebook

da Venerdì 25 Aprile a Lunedì 28 Aprile 2014

IN GRAZIA DI DIO

di Edoardo Winspeare

Acquista Biglietto
IN GRAZIA DI DIO

Un film di
Edoardo Winspeare

Con
Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Gustavo Caputo

Genere
drammatico

Durata
127'

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
21.00 17.00 - 21.00 21.00 18.00 - 21.00

IN GRAZIA DI DIO

Finis Terrae. Leuca, il confine. Una famiglia che sta per perdere tutto. Quattro donne diverse tra loro ma legate in modo indissolubile alla natura e ai luoghi che amano più di qualsiasi altra cosa. La loro casa, la terra alla quale appartengono. Generazioni diverse che si trovano a dover affrontare i morsi dell’implacabile crisi economica, che sembra distruggere tutto, compresi i legami. Ma loro non ci stanno. C'è un modo per contrastare tutto ciò. C'è da guardare davvero a ciò che si possiede. I beni dei quali, a volte, il mondo si dimentica.
Così tornano alla terra, alle radici, scoprendo quanto l’istinto di sopravvivenza che rende conflittuali i rapporti umani sia in fin dei conti un atto d’amore.
Una storia su come i momenti di crisi possano sfociare in un'inaspettata rinascita e su come la famiglia resti un baluardo di affetti per cui vale la pena lottare.

Per sentirsi "In grazia di Dio", diretto da Edoardo Winspeare, che ha debuttato nella sezione Panorama alla Berlinale.

 

"Un film che resta dentro a lungo, dopo la proiezione. Come accade spesso con i lavori di questo regista salentino di remote ascendenze anglosassoni, che qui torna al dialetto e ai toni aspri, e saltati dalla cornice fortemente 'locale' delle sue cose migliori (come 'Sangue vivo') dirigendo un sorprendente cast di non professionisti in cui spicca sua moglie, l'intensa Celeste Casciaro. È lei, la volitiva Adele, bellezza segnata e fiera, il centro del film. Lei, madre e lavoratrice perennemente in tensione, severa con tutti a partire da se stessa, a non esser capace di lasciarsi andare al sentimento e capire chi ha vicino. Questo anomalo "western" salentino (...) carico di simbolismi e insieme misteriosamente naturale, oltre che attraversato da echi quasi dostoevskiani, scava nello spettatore più dubbi che nei suoi stessi personaggi. E regala, come accade a volte col cinema di Ermanno Olmi, momenti preziosi fatti dell'ingrediente oggi più raro. La semplicità."

(Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero')