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da Mercoledì 11 Giugno a Giovedì 12 Giugno 2014

PICCOLA PATRIA

di Alessandro Rossetto

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PICCOLA PATRIA

Un film di
Alessandro Rossetto

Con
Maria Roveran, Roberta Da Soller, Vladimir Doda

Genere
drammatico

Durata
110'

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
21.00 21.00

PICCOLA PATRIA

Il Nord Est agricolo e operaio, il Veneto indipendentista e xenofobo, dell'integrazione e della disintegrazione, del lavoro e della crisi, piccola patria che potrebbe essere ovunque, in Italia, in Europa, nel mondo. E' qui che durante una calda estate, due ragazze - Luisa e Renata - diventano protagoniste di una storia di ricatti, e amori traditi. Entrambe vorrebbero andar via, in mezzo a loro c'è Bilal, fidanzato albanese della prima, inconsapevole "strumento" di una vendetta che non farà prigionieri. Dopo anni di attività documentaristica, Alessandro Rossetto dirige il suo primo film di finzione: inevitabilmente figlio della pregressa esperienza, che insieme agli studi di antropologia, contribuisce in maniera determinante a caratterizzare un grande esordio, essenziale e rigoroso, seppur basato su una sceneggiatura scarna (meno di 70 pagine, firmate dal regista con Caterina Serra e Maurizio Braucci) e affrontato - come ricordato dallo stesso Rossetto - con un "approccio fisico, con la volontà di creare un vortice estivo che legasse improvvisazione e osservazione, ricerca e creazione dei personaggi". Dove il reale e la finzione si mescolano, dove l'apertura al mondo e l'iperattività di Luisa (l'attrice e cantante Maria Roveran, anche autrice e interprete di due brani della colonna sonora del film) si scontrano con la rassegnazione e l'inerzia degli adulti (non a caso il padre della ragazza sembra immobile anche quando cammina), creando un conflitto che non è più, non solo, quello tra autoctoni e stranieri, ma tra più mondi. Conflitto che potrebbe esplodere in ogni istante, ovunque, in qualsiasi piccola patria del pianeta. E che nel racconto di Rossetto, al quale va riconosciuta anche una superba direzione degli attori, è scandito anche da una notevole colonna sonora, a cura di Paolo Segat, Alessandro Cellai e la già citata Roveran, impreziosita da due opere tradizionali ("L'Aqua ze morta" e "Joska la rossa") recuperate e rinnovate dal compositore e maestro vicentino Bepi De Marzi, usando il dialetto veneto per i testi.

 

di Valerio Sammarco


In concorso alla 70. Mostra internazionale d'arte cinematografica di venezia (2013) nella sezione 'Orizzonti'.