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Martedì 19 Marzo

NAZRA PALESTINE SHORT FILM FESTIVAL A BRESCIA (Terza serata)

NAZRA PALESTINE SHORT FILM FESTIVAL A BRESCIA (Terza serata)

Genere
Selezione di cortometraggi

Durata
80'

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
20.30

NAZRA PALESTINE SHORT FILM FESTIVAL A BRESCIA (Terza serata)

Terzo e ultimo appuntamento con la rassegna di corti organizzata dall'associazione di Amicizia Italia Palestina. Una evento dedicato alle migliori opere di cortometraggio provenienti dal Nazra Palestine Short Film Festival: un concorso dalla e per la Palestina, che come  mission la promozione di autori che nelle loro opere affrontano in maniera innovativa libertà, giustizia e emancipazione in situazioni di occupazione ed apartheid. Un festival itinerante pensato da Assopace Palestina e “Restiamo umani con Vik”, che ha già fatto scalo in molte città italiane, oltre che in Palestina, e ora passa anche da  Brescia.

Questa seconda serata prevede la visione di quattro cortometraggi:

FARAWLA di Aida Kaadan. Palestina, 2017. Durata: 16.30'.
Samir, proprietario di un negozio di scarpe a Ramallah, vuole andare a Jaffa a vedere il mare, per la prima volta, ma la sua auto lo lascia in panne. Imperterrito, sgattaiola lungo stradine secondarie finché si imbatte in Anas che si offre di accompagnarlo; si incamminano tra chiacchiere e risate lungo distese di fragole, piccoli dolci piaceri che l’occupazione impedisce di gustare. Cosa succederà a Samir quando viene scoperto all’interno della serra?

AND AN IMAGE WAS BORN di Firaz Khoury. Palestina, 2017. Durata: 9'.
La piccola Razi ama ascoltare storie e la sua preferita è quella del “Mostro”. Il film, allegoria della Storia palestinese, con le animazioni in bianco e nero di Amer Shomali, è tutto costruito sui primissimi piani della bimba: quali immagini sono nate e quali altre nasceranno nella sua testa?

TRAVELOGUE TEL AVIV di Samuel Patthey. Svizzera, 2017. durata: 6'.
Tel Aviv vista, disegnata e poi montata da uno studente d’arte che mischia diverse tecniche d’animazione sia a colori che in bianco e nero in sei minuti senza dialoghi. La locandina del film è una mappa della città disponibile anche in versione interattiva, una sorta di “caccia al tesoro” del titolo tra i vari monumenti.

TWO PERSONALITIES IN ONE di Juman Daraghmeh. Palestina, 2018. durata: 6'.
Nel contesto arabo-musulmano, in cui i dettami culturali condizionano le schede e ostacolano la possibilità di seguire liberamente le proprie aspirazioni, la regista e protagonista racconta le difficoltà di esprimere sè stessa, in una costante scissione tra il desiderio di viversi le situazioni socilai, di svago e divertimento e la paura di perdere il legame con la comunità di appartenenza. Due senzazioni che convivono come due personalità ostili l'una all'altra.

LIGHTHOUSE di Itay Akira. Palestina - Israele, 2016. Durata: 15.30'.
Il tema della dignità di fronte al tragico evento della Nakba. Delicato e poetico ci dona uno sguardo molto potente sulla resistenza silenziosa e quotidiana che il popolo palestinese deve affrontare di fronte alla distruzione della propria casa, delle proprie radici, del proprio popolo. In modo sottile si coglie la linea di confine oltre la quale ci potrebbe essere l’annichilimento, perdendosi, trascurandosi, invece, nonostante l’estraneità sentita a casa propria, rimanere se stessi significa farsi la barba, condividere il viaggio con un ebreo ashkenazita e, finalmente, poter denunciare le proprie fatiche, il proprio sentire, perché in tutto ciò ci si possa ritrovare.

AHMED AND DEEB di Marah Zuobi. Palestina 2106. Durata: 5'.
Attraverso il ricordo del nonno Ahmad alla ricerca del fratello Deeb, disperso al confine con il Libano durante la Nakba, la protagonista riflettere sulla propria identità.
Passato, presente e futuro si intrecciano costantemente senza che nessuna dimensione trovi una vera definizione. Il passato racchiuso in oggetti che evocano ricordi familiari persi nel tempo, il futuro legato all’idea della sorella di partire per l’estero, lasciare tutto e trovare un nuovo contesto in cui realizzarsi, e il presente in cui il tentativo di definire se stessa e ciò che vorrebbe essere è continuamente interrotto da gesti che simboleggiano la difficoltà a far emergere traumi passati e la fatica di integrarli nella propria vita.

SALAM di Claire Fowlere. USA - UK, 2018. Durata: 14'.
Il cortometraggio permette di sperimentare insieme alla protagonista, tassista di origini palestinesi, la notizia dei bombardamenti in Siria, l’ansia e la tremenda preoccupazione per i propri cari lontani, in uno sfondo occidentale come New York.
Il lavoro, notevole a livello di immagini, mantiene uno
sguardo empatico, che non perde la propria umanità e contempla la speranza e la fiducia che le proprie azioni nell’incontro con l’altro possano portare ad un cambiamento.
Salam ha ottenuto due nominations: come Best Narrative Short Film al Nantucket Film Festival 2018 e come Best Narrative Short Tribeca Film Festival 2018.



Tutti i cortometraggi sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso a biglietto unico: 5 euro.