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Martedì 23 Luglio

IL CORRIERE - THE MULE

di Clint Eastwood

IL CORRIERE - THE MULE

Un film di
Clint Eastwood

Con
Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest

Genere
Drammatico

Durata
116'

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
21.15

IL CORRIERE - THE MULE

IL GIARDINO DELL'EDEN - FUTURE VISIONI Castello di Brescia

Earl Stone, floricoltore appassionato dell'Illinois, è specializzato nella cultura di un fiore effimero che vive solo un giorno. A quel fiore ha sacrificato la vita e la famiglia, che di lui adesso non vuole più saperne. Nel Midwest, piegato dalla crisi dell'industria, il commercio crolla e Earl è costretto a vendere la casa. Il solo bene che gli resta è il pick-up con cui ha viaggiato per gran parte del territorio americano senza mai prendere una contravvenzione. La sua attitudine alla guida attira l'attenzione di uno sconosciuto, che gli propone un lavoro redditizio. Un cartello poco convenzionale di narcotrafficanti messicani, comandati da un boss edonista e gourmand, vorrebbe trasportare dal Texas a Chicago grossi carichi di droga. Earl accetta senza fare domande, caricando in un garage e consegnando in un motel. La veneranda età lo rende insospettabile e per le forze dell'ordine, vale a dire la DEA. Veterano di guerra convertito in 'mulo', Earl dimentica i principi di fiero difensore del Paese per qualche dollaro in più. Ma la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa. Eastwood torna a recitare dopo dieci anni in un suo film, ritagliandosi un personaggio di disarmante sincerità: burbero, scorretto, umanissimo. "Molto personale sebbene ispirato alla realtà, 'The Mule' non è 'Gli Spietati' o 'Million Dollar Baby'; semmai è una versione minore di quell'ironico autoritratto che è 'Gran Torino'. Parliamo di una pellicola di dieci anni fa, e però - anche se il fisico li denuncia e la tenuta del film a tratti ne risente - 'The Mule' conserva la lineare fluidità narrativa che Clint ha ereditato dal cinema classico americano; e ogni attore, a partire dell'agente Dea Bradley Cooper, si intona con naturalezza al suo quieto e sicuro registro di regia. Curata dal trombettista cubano Arturo Sandoval, la colonna sonora è un delizioso mix di jazz e pop." (Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa)