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da Martedì 31 Dicembre a Domenica 5 Gennaio 2019

DIO È DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA

di Teona Strugar Mitevska

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DIO È DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA

Un film di
Teona Strugar Mitevska

Con
Zorica Nusheva, Labina Mitevska, Simeon Moni Damevski, Suad Begovski, Stefan Vujisic

Genere
Drammatico

Durata
100'

Mar Mer Gio Ven Sab Dom Lun
21.00 18.00 non programmato 17.00 21.00 18.15

DIO È DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA

Petrunija è laureata in storia, ha 32 anni, vive in una piccola cittadina macedone e non ha un'occupazione. Dopo l'ennesimo colloquio di lavoro andato male, la ragazza incappa casualmente nel bel mezzo di una cerimonia religiosa, alla quale posso partecipare solo uomini. Durante il rito una croce lignea viene gettata nel fiume e chi la recupera avrà un anno di felicità e prosperità. Petrunya, incurante delle conseguenze, decide di sfidare questa credenza religiosa maschilista e si tuffa nel fiume, raccogliendo per prima la croce. Tutti sono sconvolti: mai una donna aveva preso parte al rituale, lei è stata la prima e ha addirittura vinto. Mentre tutti gli abitanti del paese tentano di farle restituire la croce con modi più o meno "burberi", Petrunya non dà segni di voler cedere: quel cimelio ormai è suo a ogni costo.

 

In questo intenso film la regista, che ha scritto anche la sceneggiatura con Elma Tataragic, entra in un piccolo fatto di cronaca realmente accaduto (il lancio della croce in acqua è una tradizione ortodossa che si svolge ogni 19 gennaio; nel 2014 nella macedone Štip è stata una donna la prima a trovarla) e lo trasforma in una grande riflessione sulla difficoltà contemporanea a essere sé stessi e a trovare la propria strada, in un mondo di uomini chiusi nella loro mentalità angusta. [...] Non c’è bianco e nero in questo film, ma c’è l’azzurro della solitudine e il niveo colore della purezza, c’è l’imperfezione normale del corpo e la perfezione ideale della vita, c’è la durezza di chi racchiude il mondo in una mano e di chi riacquista il sorriso perché, forse, è possibile una nuova vita, anche se già solcata da altri, come quella strada tracciata nella neve. (Emanuela Genovese, cinematografo.it)