Un cinema o forse piĆ¹.

APRILE

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PICCOLE DONNE

di Greta Gerwig

PICCOLE DONNE

Un film di
Greta Gerwig

Con
Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chalamet

Genere
Drammatico

Durata
135'

PICCOLE DONNE

La versione cinematografica dell'omonimo e celeberrimo romanzo di Louisa May Alcott, pubblicato per la prima volta nel 1868.
La storia è quella delle sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy, quattro giovani donne determinate a seguire i propri sogni, alle prese con i classici problemi della loro età, sullo sfondo della Guerra Civile Americana. Figura di risalto del gruppo è Jo, che si distingue dalle altre per la sua indole indipendente e per la sua perenne ricerca di libertà, che fanno di lei una donna ribelle in pieno contrasto con la figura femminile tradizionale del tempo. Determinata e testarda, Jo desidera affermarsi come scrittrice, nonostante i tempi non siano ancora maturi per un'autrice donna. La giovane, però, è pronta a tutto pur di realizzare il suo desiderio e spronerà le sue sorelle a fare altrettanto con i lori sogni e a ribellarsi a quel rigido sistema sociale che le vuole sposate in un matrimonio di convenienza, abili solo a badare a casa e figli.

Greta Gerwig, conservando il suo occhio sincero sulla femminilità già mostrato in Lady Bird (dove, oltretutto, ritroviamo Saoirse Ronan) dà un taglio aggiornato alla storia della Alcott interpretandone il messaggio più profondo. Quando la scrittrice americana diede alla stampa il libro che l’avrebbe resa immortale, era già una gran conquista che una donna scrivesse e riuscisse a vivere di scrittura. I casi in cui questo era successo si contavano, allora, sulla punta delle dita e – tra questi – c’erano le sorelle Brontë, celebri autrici di Cime tempestose. Non a caso le due scrittrici sono citate nel film e la loro biografia è stata una delle letture più importanti per il percorso artistico, politico ed esistenziale della Alcott. Il tono lezioso con cui la scrittrice racconta la propria storia e quella delle sue sorelle era un’imposizione editoriale e, nonostante questo, riuscì a far passare con Jo una nuova eroina, mai vista prima. Fiera, colta, curiosa, imperfetta, Jo è il ritratto della ragazza contemporanea, che cerca nell’autodeterminazione prima ancora che nell’amore la sua personale via della felicità. Questo spirito femminista che soggiace tra le pagine della Alcott emerge con tutta la sua potenza in alcuni momenti chiave del film, quelli in cui le sorelle si mettono a nudo per esprimere i loro pensieri, le loro rivendicazioni ma anche i desideri e le paure. Non poteva essere diversamente, oggi, il racconto delle giovani March: ora che la coscienza della disparità di genere è forse in uno dei momenti più alti della sua storia, ha senso che Jo, Amy e le altre parlino forte e chiaro di che significa essere una donna e un’artista, ieri come oggi. Per questo, anche se le parole delle protagoniste sembrano molto diverse, questa è un’ottima strada per preservare dopo più di un secolo l’intenzione originale dell’autrice. “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi“. (Francesca Romana Torre, Cinematographe.it)