Un cinema o forse più.

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da Sabato 22 Maggio a Lunedì 24 Maggio

MANK

di David Fincher

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MANK

Un film di
David Fincher

Con
Gary Oldman, Lily Collins, Amanda Seyfried, Charles Dance, Tom Burke, Arliss Howard

Genere
Drammatico, biografico

Durata
131'

Sab Dom Lun Mar Mer Gio Ven
17.00 20.00 (v.o. sub ita) 17.00

MANK

La vera storia di Herman Mankiewicz, celebre sceneggiatore statunitense premiato con l'Oscar per il capolavoro diretto da Orson Welles "Quarto potere". Il film segue Mankiewicz durante la nascita e la produzione del film di Welles e racconta la Hollywood degli anni '30 attraverso l'occhio critico dello sceneggiatore. È il 1940 quando il regista, allora 25enne, ha la possibilità di realizzare il suo primo film, senza alcun limite imposto dalla produzione su trama, collaboratori o cast. È così che Welles decide di rivolgersi per la sceneggiatura della sua opera prima a Mankiewicz, in quel periodo impossibilitato a muoversi a causa di un incidente. Il giovane cineasta si affida completamente all'esperto sceneggiatore, che dal suo letto detta lo script alla sua segretaria Rita (Lily Collins). È quest'ultima a notare, durante la stesura, che il protagonista del film, Charles Foster Kane, sembra aver molto in comune con un influente personaggio del tempo, il magnate dell'editoria William Randolph Hearst.

 

Fincher recupera una vecchia sceneggiatura firmata dal padre Jack (a sua volta scrittore e giornalista) e la adatta costruendo un film profondamente stratificato, ricco di storie, memorie, personaggi e che incrocia la realtà con la finzione, la leggenda con la verità e il mito con la Storia.
Al livello più superficiale Mank è un biopic. La storia di un uomo, un intellettuale raffinato e colto, di educazione europea – originario di una famiglia di ebrei tedesco-polacchi –, scrittore talentuoso e ironico ma con una irrefrenabile propensione all’autodistruzione: incapace di ogni forma di misura, nel lavoro, nelle relazioni, nel bere e nel giocare d'azzardo. Una mente brillante in grado di conquistare New York – come critico teatrale e drammaturgo – e Los Angeles, ma sempre con il sospetto di sprecare le doti e di non mettere a frutto il talento. Il Mank di Fincher è un uomo cosciente della propria eccezionalità e ancora di più dei suoi limiti e della propria inclinazione al vizio – «mi sento sempre di più un topo in una trappola costruita da me» dirà di sé – ma anche dell’insofferenza per tutto ciò che è potere, istituzione, autorità. E dell’incapacità – quasi una condanna – di nascondere il proprio disprezzo per chi quel potere lo esercita. Il regista gli assegna il corpo di Gary Oldman, oggi sessantaduenne che interpreta un personaggio di vent’anni più giovane, e racconta la discesa inarrestabile (e inevitabile) verso un buco nero dell’anima tragica di un uomo geniale (e divertente). Un antieroe quasi dimenticato capace di concepire e regalare al cinema l’opera più immortale della sua storia. (Lorenzo Rossi, Cineforum.it)