Un cinema o forse più.

LUGLIO

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da Giovedì 27 Maggio a Mercoledì 2 Giugno

DUE

di Filippo Meneghetti

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DUE

Un film di
Filippo Meneghetti

Con
Barbara Sukowa, Martine Chevallier, Léa Drucker, Jérôme Varanfrain, Daniel Trubert, Hervé Sogne

Genere
Commedia, Drammatico

Durata
95'

Gio Ven Sab Dom Lun Mar Mer
18.00 - 20.30* (v.o. sub ita) 17.00 - 20.30 20.30 17.00 non programmato 17.00 - 20.30 18.00

DUE

Nina e Madeleine vivono nello stesso palazzo. Uniche inquiline dell'ultimo piano dell'edificio, da diversi decenni le due vivono in gran segreto una passionale storia d'amore. Nessuno sa che si amano, tutti sono convinti che il loro sia un forte legame che ha trasformato due vicine di casa molto sole in grandi amiche. Quel pianerottolo che le divide è stato trasformato in un'area comune, che unisce i due appartamenti e le loro vite. Le porte delle loro abitazioni sono sempre aperte e Nina e Madeleine si muovono in piena libertà da una casa all'altra.
Ma un giorno une vento inaspettato porta Anne, la figlia di Madeleine, a scoprire a poco a poco la verità. Di colpo quel segreto, celato così bene nel corso degli anni, è alla luce del sole e la sua rivelazione mette a dura prova la loro relazione. Nina e Madeliene da amanti diventano due eroine in lotta per il loro amore, messo a dura prova. La porte dei loro appartamenti resteranno aperte o verranno bruscamente serrate per sempre?

Il film ci concede solo porzioni, punti di vista ben lontani dall'onniscienza e dall'oggettività, una prospettiva tutt'altro che privilegiata.
È il soggettivo che prende il sopravvento. E sebbene la tematica sia di interesse sociale e dalle implicazioni indubbiamente cruciali, non si può parlare di Deux come di un film politico, ma piuttosto di una riflessione fondamentalmente intimistica ed esistenziale. La questione dell'identità passa sì attraverso quella dell’omosessualità (e in particolare dell’omosessualità in età avanzata), ma non si regge esclusivamente su di essa, andando invece più a fondo, cercando l'essenziale. Perseguendo la capacità di accettarsi come persona - diversa, unica e irripetibile - e di accettare il giudizio altrui senza farsi definire da esso, di accettare la propria realtà nel complesso.
C'è qualcosa di latente e inafferrabile nel film. Un progetto, un sogno che non può prescindere da un’accoglienza del proprio essere globale, da un consenso concreto e diffuso - dunque, di fatto, un sogno irrealizzabile. (Carlotta Po, Cineforum.it)