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da Giovedì 7 Ottobre a Venerdì 8 Ottobre

IL RAGAZZO PIÙ BELLO DEL MONDO

di Kristina Lindström, Kristian Petri

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IL RAGAZZO PIÙ BELLO DEL MONDO

Un film di
Kristina Lindström, Kristian Petri

Con
Björn Andrésen

Genere
Documentario

Durata
93'

Gio Ven Sab Dom Lun Mar Mer
21.00 19.00

IL RAGAZZO PIÙ BELLO DEL MONDO

Nel 1970, il sessantaquattrenne Luchino Visconti è in cerca dell'imberbe protagonista del film che da tempo vuole trarre dal romanzo di Thomas Mann, Morte a Venezia. Dopo quattro anni di provini in mezza Europa, finalmente lo trova a Stoccolma: è l'esordiente Björn Andrésen, ha quindici anni e per il regista milanese incarna la bellezza perfetta di Tadzio, il ragazzino algido che sulla pagina von Aschenbach, artista in disfacimento fisico, desidera e contempla da lontano. Presentando il film in anteprima a Londra l'anno dopo, Visconti descrive Andrésen come "il più bel ragazzo del mondo", e la definizione inchioda il giovane attore, la cui immagine è "di proprietà" da Visconti per tre anni, non solo all'attenzione ossessiva dei media, ma di uomini attratti dal modello etereo e inaccessibile di Tadzio. Lo aspettano il clamore del Festival di Cannes, una maturità alla ricerca di affetti mai avuti e una tournée micidiale in Giappone, dove l'immagine di "angelo della morte" ispirerà perfino il manga Le rose di Versailles, meglio noto da noi come Lady Oscar: lo ammette la sua stessa autrice, Riyoko Ikeda, orgogliosa di aver inconsciamente colto la costitutiva tristezza di Andrésen.

Molti sono i momenti di fascino e interesse nel documentario ibridato di fiction dei due filmmaker svedesi Kristian Petri e Kristina Lindström. L'idea più riuscita di regia è quella di trasformare e riscrivere uno spazio mitico come l'Hotel Des Bains del Lido di Venezia in un set orrorifico, un incubo di decadenza e abbandono, facendone il correlativo oggettivo della biografia di Björn Andrésen. Aspirante musicista, attore "per caso", ragazzino sopravvissuto a traumi infantili, allo sfruttamento degli adulti in un momento di massima esposizione e alla condanna ad essere amato per una bellezza assoluta, glaciale e inquietante, da "angelo della morte". Un'ambientazione, quella lagunare, sfruttata anche nel finale toccante e ben compiuto. (Raffaella Giancristofaro, MyMovies.it)