Un cinema o forse più.

DICEMBRE

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da Lunedì 6 Dicembre a Mercoledì 8 Dicembre

L'ARMINUTA

di Giuseppe Bonito

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L'ARMINUTA

Un film di
Giuseppe Bonito

Con
Sofia Fiore, Carlotta De Leonardis, Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane, Elena Lietti

Genere
Drammatico

Durata
110'

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
17.00 10.00 - 19.00 - 21.15 16.00 - 18.15 - 21.00

L'ARMINUTA

Agosto 1975. Una ragazzina di tredici anni sale le scale di una casa malmessa. Ha con sé una valigia e una borsa piena di scarpe. È tutto quello che le resta della vita di prima: libri e vestiti scelti con cura che la accompagneranno fino all’inverno. Alla fine di quella scala, la aspetta la famiglia in cui è nata, e che quando aveva pochi mesi l’ha ceduta a dei cugini benestanti che vivevano in città. Non sa perché è di nuovo lì, perché la coppia di parenti che l’ha cresciuta fino a quel giorno, all’improvviso, ha deciso di restituirla: se ha sbagliato qualcosa, o se è stata la malattia che ha colpito Adalgisa, la donna che ha sempre pensato fosse sua madre, a costringerla ad abbandonarla. Ma qualunque cosa pensi, non è importante. Gli adulti hanno deciso. Da quel momento vivrà lì. La ragazzina oltre la porta trova una donna dallo sguardo stanco e distratto, sua madre, un mucchio di fratelli che per lei sono solo degli estranei, e un padre duro e silenzioso. Vorrebbe andarsene, scomparire, persino morire. Ma non può. Con la forza dei suoi tredici anni, deve imparare a sopravvivere. Alle cattiverie di suo fratello Sergio, che non aveva voglia di un’intrusa in casa, alle attenzioni di Vincenzo, che non vede in lei una sorella, all’indifferenza distratta di una donna che deve chiamare mamma, alla durezza del nuovo padre, che sa come alzare le mani quando i figli maschi sbagliano, alle regole, spietate, della povertà, che governano la casa. Agli sguardi del paese, per cui lei è, semplicemente, l’Arminuta, la Ritornata. Vergogna, disagio e senso di estraneità la accompagnano come un’ombra, mentre muove i primi passi nella sua nuova vita e, tenace, cerca di capire se non ci sia il modo di tornare indietro, o almeno, di conoscere la verità. Perché è stata restituita? Troppi silenzi. Troppi sguardi bassi. E un’unica alleata, una bambina di dieci anni. Sua sorella Adriana. Sola come lei, in un mondo di adulti incapace di affetti e di parole, le si mette accanto, le insegna le regole della sua nuova vita, la aspetta quando si allontana e la cerca quando sa che potrebbe perderla. E se gli adulti smarriscono ogni occasione di riscatto, restano queste due bambine, capaci, nonostante tutto, di riconoscersi come sorelle, a ricordare loro cos’è l’amore.

Tratto dal romanzo bestseller di Donatella Di Pietrantonio vincitore del Premio Campiello 2017.

In questa storia tutto è fortemente polarizzato: la città di mare e il paese dell’entroterra, la modernità e l’arcaicità, il benessere borghese e la povertà rurale, l’italiano corretto come viene parlato alla tv e il dialetto stretto che si parla nella nuova casa. E in mezzo c’è lei, l’Arminuta, che è sempre l’una e l’altra cosa insieme, figlia di due madri e di nessuna. Alle domande che la ossessionano nessuno sembra potere o volere dare una risposta. Perchè è stata restituita? Perchè proprio lei è stata data via quando è nata? Il film, così come il romanzo, racconta un anno di vita di questa ragazzina alle soglie dell’adolescenza, un periodo che segnerà la sua vita per sempre, in cui sperimenterà il dolore e la durezza ma anche l’amore, la dolcezza e la bellezza a tratti feroce che la vita riserva. Mi piacerebbe che la narrazione restituisca soprattutto due cose: da un lato lo
sguardo de l’Arminuta, che è testimone suo malgrado, e dall’altro il magma incandescente dei sentimenti laceranti che questa storia contiene. L’Arminuta affronta una delle paure più profonde di ogni individuo, quella di perdere
le persone dalle quali dipende la propria felicità ed è anche il racconto del contrasto tra il destino e la volontà dell’essere umano. (il regista, Giuseppe Bonito)