Un cinema o forse piĆ¹.

DICEMBRE

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UN ANNO CON SALINGER

di Philippe Falardeau

UN ANNO CON SALINGER

Un film di
Philippe Falardeau

Con
Margaret Qualley, Sigourney Weaver, Douglas Booth, Seána Kerslake, Jonathan Dubsky

Genere
Commedia

Durata
101'

UN ANNO CON SALINGER

New York, anni Novanta: dopo aver lasciato gli studi di specializzazione universitaria per diventare scrittrice, Joanna viene assunta come assistente di Margaret, l'agente letteraria impassibile e un po' rétro di J.D. Salinger. Joanna trascorre le sue giornate in un elegante ufficio dalle pareti ricoperte di legno - dove regnano ancora i dittafoni e le macchine da scrivere, e gli agenti si addormentano dopo pranzi innaffiati da Martini - e le sue notti in un appartamento di Brooklyn senza neppure un lavello, con il suo ragazzo anticonformista. Il compito principale di Joanna è rispondere con un messaggio formale dell'agenzia, alle migliaia di lettere inviate dagli ammiratori di Salinger. Ma leggendo le parole struggenti che giungono all'autore da tutto il mondo, Joanna diventa sempre più riluttante a rispondere con la lettera impersonale dell'agenzia e d'impulso inizia a personalizzare le risposte. Le sue lettere spiritose e commoventi le permetteranno, attraverso la voce del grande scrittore, di scoprire la propria.

Volutamente antimoderno, illuminato da una fotografia dorata (vagamente neo-alleniana) e tutto giocato sui toni del marrone, quello di Falardeau è un film che manderà in sollucchero gli amanti della cultura letteraria high-brow le cui icone - New York, il New Yorker, l'Algonquin, lo stesso Salinger, appunto - sono citate in maniera chiara a più riprese, ma mai volgarmente ostentate. Il suo essere "colto" non è mai arrogante, e non è semplice e fastidioso name-dropping quando la Joanna della Qualley si ritrova faccia a faccia con Rachel Cusk (sì, proprio quella di "Resoconto", "Transiti" e "Onori", ma prima di quei libri) o con Judy Blume.
Poteva essere insopportabile in questo suo costante strizzare l’occhio, ammettiamolo. Anche quando Joanna non fa colazione da Tiffany ma prende un dessert al Waldorf, sulle note di "Moon River": e invece non lo è mai.
È, invece, un onesto e riuscito racconto di formazione, e una commedia gradevole, un feel good movie capace anche di ragionare di letteratura e di mercato letterario, di emozioni e vita, e di emancipazione femminile. (Federico Gironi, Cominsoon.it)